La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso. Se il termine è passato, la prima cosa da sapere è questa: la pratica si può ancora presentare, e regolarizzare spontaneamente costa molto meno che aspettare un accertamento dell'Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se la dichiarazione è in ritardo
- Se presenti la dichiarazione entro 30 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta rispetto a quella piena.
- Oltre i 30 giorni, la dichiarazione si considera omessa e la sanzione base è proporzionale all'imposta dovuta.
- Se non è dovuta alcuna imposta (caso frequente per coniuge e figli entro le franchigie), la sanzione è in misura fissa, di importo contenuto.
- Alle sanzioni si aggiungono gli interessi sulle imposte versate in ritardo.
Il ravvedimento operoso è la chiave. Regolarizzando spontaneamente, prima che l'Agenzia contesti la violazione, le sanzioni si riducono in modo molto significativo — e la riduzione è tanto maggiore quanto prima ci si muove. In molti casi che seguiamo, il costo effettivo della regolarizzazione è una frazione della sanzione piena.
Perché non conviene aspettare
- Le sanzioni crescono col tempo: ogni fascia temporale di ravvedimento superata costa di più.
- Senza dichiarazione, i beni restano bloccati: la banca non svincola i conti del defunto e gli immobili non si possono vendere né volturare.
- L'Agenzia delle Entrate può accertare l'omissione: a quel punto il ravvedimento non è più possibile e si paga la sanzione piena.
- Nel frattempo maturano altri obblighi, come l'IMU sugli immobili ereditati.
Come regolarizziamo la tua posizione
Nel primo appuntamento gratuito ricostruiamo la situazione: da quanto tempo è scaduto il termine, se l'imposta di successione è effettivamente dovuta (spesso, entro le franchigie, non lo è) e a quanto ammontano davvero sanzioni ridotte e interessi. Poi prepariamo e trasmettiamo la dichiarazione con il ravvedimento, calcolando tutto noi — tu sai in anticipo, con precisione, quanto pagherai.
Un caso tipico: successione tra genitore e figli con una casa e qualche risparmio. Entro le franchigie non c'è imposta di successione da pagare: la regolarizzazione si riduce alle imposte ipotecaria e catastale, a una sanzione fissa ridotta e agli interessi — spesso molto meno di quanto si teme.
Se devi ancora raccogliere i documenti, parti dalla guida ai documenti per la successione. Se nell'eredità c'è una casa, trovi i passaggi nella guida all'immobile ereditato.
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